Teleriscaldamento, o district heating, è un termine che indica non tanto l'impiego di una particolare forma di energia in una centrale, quanto un sistema completo di produzione e distribuzione di calore, che può essere generato sfruttando differenti fonti energetiche.

L'equivoco che può nascere è infatti quello di associare l'idea di teleriscaldamento ad un particolare metodo di produzione di calore, e da qui l'equazione sistema di teleriscaldamento uguale grande centrale di teleriscaldamento.
Gli impianti di teleriscaldamento non sono solo questo.

Nella nostra città, il sistema di produzione è ad elevato risparmio energetico (utilizza, cioè, prevalentemente calore recupero dai processi produttivi industriali) ed è composto da una cabina di scambio calore dal ciclo combinato Enipower Mantova, da una centrale di cogenerazione da un sistema di accumulo di acqua surriscaldata (1.500 m3) e da alcune centrali termiche di integrazione e riserva.

L’energia termica prodotta, sottoforma di acqua surriscaldata (pressione maggiore di un bar e temperatura maggiore di 100°C) viene distribuita alle varie utenze collocate sul territorio comunale di Mantova tramite una rete di doppia tubazione in acciaio debitamente preisolata per evitare dispersioni di calore e protette con una involucro di Polietilene ad alta densità.

L’acqua surriscaldata, circolando all’interno della rete di distribuzione per mezzo dei sistemi di pompaggio ubicati presso le centrali di produzione, arriva in ogni singolo edificio e attraverso un semplice scambiatore di calore (che sostituisce la caldaia esistente) cede l’energia termica necessaria all’impianto di distribuzione interna, che rimane inalterato.

Riscaldamento, raffrescamento e acqua calda per scopi igienico-sanitari sono i servizi di cui può beneficiare l'utenza

Tubazioni
Fig. 3 Particolare delle tubazioni di teleriscaldamento

La progettazione e la realizzazione di questa rete di condotte sono due fasi importanti, infatti, l'individuazione di un'area urbana teleriscaldabile è un momento delicato per evitare sprechi in denaro nella posa dei tubi e gravose perdite di calore del liquido che corre lungo le condotte.

Teleriscaldamento indiretto

Teleriscaldamento centralizzato
Fig. 4 Schema di riscaldamento indiretto

L’impianto domestico è fisicamente separato dall’impianto di distribuzione di Tea attraverso l’interposizione di uno o più scambiatori di calore (sottocentrale d’utenza) dedicati alla produzione di acqua calda per il riscaldamento e acqua calda ad uso sanitario.

Il limite di fornitura di Tea è costituito dal contatore installato a monte della sottocentrale d'utenza.
L’impianto domestico non deve possedere particolari requisiti tecnici. In taluni casi è possibile avere anche il raffrescamento degli edifici.

Teleriscaldamento diretto

Teleriscaldamento autonomo
Fig. 5 Schema di riscaldamento diretto

L’acqua calda o fredda, prodotta dagli impianti di Tea, viene immessa direttamente negli impianti interni di ogni utente. Il limite di fornitura di Tea è costituito dal contatore installato a monte dell’impianto di ciascun utente.

Per poter adottare questa soluzione è necessaria un'idonea predisposizione dell'impiantistica presente nell'edificio.
I vantaggi per l’utente sono la possibilità di avere il riscaldamento, l’acqua calda sanitaria ed il raffrescamento, contabilizzati separatamente ed autonomamente.
Tale tipologia è tuttavia riservata a determinate iniziative di quartiere (attualmente Borgochiesanuova, Borgonovo e Lunetta)